Impatti Ambientali e Climatici
Impatti climatico-ambientali dei meccanismi di consenso
Quadro normativo di riferimento
L'art. 66, par. 5, del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR) impone ai prestatori di servizi per le cripto-attività di rendere pubbliche, per ciascuna cripto-attività trattata, le informazioni sui principali impatti negativi sul clima e sugli altri effetti negativi connessi all'ambiente prodotti dal meccanismo di consenso utilizzato. Il Regolamento Delegato (UE) 2025/422 della Commissione, del 17 dicembre 2024, ha specificato contenuti, metodologie e formato di tale informativa, distinguendo tre livelli di indicatori: un indicatore chiave obbligatorio (il consumo energetico annuo, espresso in kWh), indicatori supplementari (quota di energia rinnovabile, intensità energetica, emissioni di gas a effetto serra di ambito 1 e 2, intensità delle emissioni), dovuti quando il consumo annuo supera 500.000 kWh, e indicatori facoltativi (mix energetico, emissioni di ambito 3, produzione di rifiuti elettronici, consumo idrico). Le metodologie di calcolo devono essere rigorose, sistematiche, obiettive e verificabili, ed allineate agli orientamenti dello standard ESRS E1 (Regolamento Delegato (UE) 2023/2772).
Il meccanismo di consenso come determinante dell'impatto ambientale
I meccanismi di consenso — le regole con cui i nodi di una rete DLT si accordano sulla validità delle operazioni — richiedono l'impiego di risorse computazionali e materiali, e generano quindi impatti climatico-ambientali che variano radicalmente in funzione dell'architettura tecnologica adottata. La distinzione più rilevante ai fini della presente sezione è quella tra meccanismi basati su Proof of Work (PoW), che ancorano la sicurezza della rete al consumo di potenza di calcolo, e meccanismi alternativi — in primis il Proof of Stake (PoS) — che sostituiscono il lavoro computazionale con un meccanismo economico di garanzia (staking).
Implicazioni operative per FPC
Ai fini della selezione delle cripto-attività trattate e della relativa disclosure, il criterio del meccanismo di consenso e del relativo consumo energetico costituisce un indicatore quantitativo oggettivo, coerente con l'impostazione del manuale di selezione delle cripto-attività (Allegato 0.4) già adottato da FPC. Le cripto-attività basate su PoW dovranno essere accompagnate, oltre all'indicatore obbligatorio sul consumo energetico, dagli indicatori supplementari in materia di energia e di emissioni, essendo verosimile il superamento della soglia di 500.000 kWh/anno; le cripto-attività basate su PoS o meccanismi equivalenti a basso impatto (Proof of Authority, DPoS) potranno limitarsi, nella maggior parte dei casi, all'indicatore obbligatorio, salva la facoltà di fornire volontariamente indicatori aggiuntivi a fini comparativi e reputazionali.
Proof of Work: dati di consumo energetico
Il caso di riferimento è Bitcoin. Secondo il Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index (CBECI), sviluppato dal Cambridge Centre for Alternative Finance, il consumo elettrico annualizzato della rete Bitcoin si colloca, a seconda del periodo di rilevazione, in un intervallo compreso tra circa 100 e 180 TWh/anno, con una stima centrale recente attorno a 138-141 TWh/anno, un valore paragonabile al consumo elettrico di paesi come i Paesi Bassi. Il CBECI adotta un approccio "top-down" basato su un paniere di hardware di mining realisticamente in uso, corretto per l'overhead degli impianti (raffreddamento, conversione), e fornisce stime di minimo, centrale e massimo per riflettere l'incertezza intrinseca a una rete decentralizzata di cui non è possibile osservare direttamente il consumo realeIl modello considera un limite inferiore teorico e uno superiore, tra i quali si colloca la stima più verosimile. Quanto al mix energetico, gli studi più recenti attribuiscono a Bitcoin una quota di energia sostenibile (rinnovabili più nucleare) di circa il 52%, con il gas naturale quale fonte fossile prevalente, 42,6% da rinnovabili (idroelettrico, eolico, solare) e 9,8% da nucleare, con il gas naturale al 38,2%. Il consumo per singola operazione validata risulta proporzionalmente molto elevato, poiché l'intero dispendio energetico della rete è sostenuto indipendentemente dal numero di transazioni processate: è una caratteristica strutturale del PoW, non correggibile con l'ottimizzazione del software.
Le soluzioni alternative: Proof of Stake e meccanismi a basso impatto
Il caso di riferimento per le soluzioni alternative è la transizione di Ethereum, avvenuta nel settembre 2022 ("The Merge"), da PoW a PoS. Secondo lo studio commissionato a CCRI (Crypto Carbon Ratings Institute), il consumo elettrico della rete si è ridotto da circa 23 milioni di MWh/anno a poco più di 2.600 MWh/anno, cioè una riduzione superiore al 99,988%, con un corrispondente calo delle emissioni di gas a effetto serra da oltre 11 milioni di tonnellate a meno di 870 tonnellate annue - una riduzione del 99,992%. Le stime più recenti confermano un consumo annuo stabilizzato nell'ordine di 0,0026-0,01 TWh/anno, con un consumo energetico per singola transazione di circa 0,02-0,03 kWh, contro le decine o centinaia di kWh tipiche di una transazione validata su reti PoW. Altri protocolli PoS presentano profili di impatto ancora più contenuti in termini assoluti: il Crypto Carbon Ratings Institute stima le emissioni di Polkadot in circa 33 tonnellate di CO2e/anno, mentre Solana — pur più energivora tra le reti PoS per via dell'elevato throughput — si attesta su circa 934 tonnellate di CO2e/anno, ordini di grandezza inferiori rispetto a Bitcoin.
Va tuttavia segnalato, ai fini di un'informativa corretta e non fuorviante, che alcuni osservatori indipendenti hanno rilevato un incremento del consumo energetico di Ethereum nei mesi successivi al Merge rispetto ai valori minimi iniziali, pur restando su ordini di grandezza radicalmente inferiori al PoW; l'aumento non intacca il divario di fondo con il regime Proof of Work precedente. Questo conferma la necessità, richiesta dal Regolamento Delegato (UE) 2025/422, di aggiornare periodicamente (almeno annualmente) i dati pubblicati e di non presentare le cifre come statiche.